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📝 Quiz • Modulo 11

Quiz del modulo 11: I corsi opzionali

6 domande • Lezioni 82–85
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Formazione professionale sul trading
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Questo modulo ha tenuto un elenco dei gradi di libertà che il corso non aveva: una regola che può stare corta, un secondo posto dove trattare la stessa cosa, la persona che deve starci dentro per tutto il tempo, e l’unità stessa. Sei domande, tutte di aritmetica, e ognuna gira su una cifra che una lezione precedente ha misurato. L’ultima mette le quattro libertà su una sola scala e trova che le due più grandi sono le due gratuite.

Copre: Lezioni da 82 a 85 e l’elenco di quattro libertà mancanti che il modulo tiene dalla lezione 82.

Ogni domanda qui sotto ti passa dei numeri e vuole un numero indietro. Falle tutte e 6 con una calcolatrice prima di scorrere alle risposte; ogni risposta mostra il calcolo, così un risultato sbagliato ti dice a quale passo tornare e non soltanto che hai sbagliato.

Le domande

1. Che cosa compra un secondo strumento e che cosa compra una gamba corta

Il divisore della lezione 71 prende un numero di posizioni e la loro correlazione media e restituisce a quante scommesse indipendenti equivalgono: il numero diviso uno più il numero meno uno per la media. Due regole su uno strumento allo 0,88 della lezione 74 portano 1,0638 scommesse.

Metti le stesse due regole su un secondo strumento. Quattro posizioni fanno sei coppie: due stanno dentro uno strumento e portano lo 0,88, e quattro incrociano fra gli strumenti e portano quel che i due strumenti correlano. Prendi quella correlazione incrociata come 0,35.

Poi l’altra aritmetica. Due posizioni uguali con deviazione standard uno ciascuna hanno, come coppia, la deviazione standard della radice di uno più la correlazione su due finché sono entrambe lunghe, e il più diventa un meno appena una è corta.

Domanda. A 0,35, quante scommesse portano le quattro posizioni e quanto fa contro le 1,0638 che avevi già? Quale correlazione incrociata servirebbe a quattro posizioni lunghe per portare una scommessa e mezzo? E a 0,35, quanto valgono le due deviazioni standard della coppia e il fattore fra loro, e quanto dovrebbero somigliarsi due strumenti perché girare una gamba rendesse la coppia dieci volte più silenziosa?

2. La parte del conto a cui una seconda sede non arriva

La lezione 83 ha spezzato il giro completo da 0,1230 della lezione 63 in spread, slippage e commissione, e ha trovato che una seconda sede compete per il primo e il terzo e non può toccare il secondo, perché lo slippage è il ritardo della lezione 69 e a un ritardo non importa dove viene mandato l’ordine.

Fai la stessa divisione su un altro strumento. Due centesimi di spread, otto punti base di slippage per lato e un centesimo di commissione per lato, su un prezzo vicino a 48. La lezione 69 ha prezzato cinque minuti fra il segnale e l’ordine a 32,10 punti base.

Domanda. Quanto vale questo giro completo in denaro e in punti base, quale quota ne porta lo slippage e quale quota può mai raggiungere una seconda sede? Quanto distanti dovrebbero quotare questo strumento due sedi perché tu tenessi metà della differenza? E quanti giri completi costa un solo ritardo di cinque minuti?

3. Cento candidate a un tasso di base che il corso non ha stampato

Il test della lezione 84 su 156 operazioni ha una potenza di 0,3461 contro il decimo di R della lezione 67, e un sistema morto lo supera il 5,05 per cento delle volte se si giudica una volta e il 24,25 per cento se giudichi dopo ogni operazione dalla ventesima. La linea a otto R della lezione 67 spegne il 59,5 per cento dei sistemi che funzionano davvero.

Prendi cento regole candidate di cui una su venticinque è davvero viva.

Domanda. Quante regole accetta ciascuna delle due procedure, quale quota di ciascun insieme è vera, e qual è il rapporto? Poi, per ciascuna procedura, a quale tasso di base metà di quel che accetta risulta vero?

4. Ogni distanza del corso, misurata due volte

La lezione 85 ha misurato la dispersione di una barra su tutte e sessanta le chiusure a 1,5443, sui primi trenta movimenti a 2,0446 e sugli ultimi ventinove a 0,7543. Ogni cifra dopo la lezione 63 è espressa nella prima di quelle.

Tre delle cifre del corso sono distanze e non rapporti: la linea a otto R della lezione 67, il decimo di R della lezione 65 e gli 0,317 di R a operazione della lezione 64. La lezione 75 dimensiona una posizione dividendo il denaro a rischio per la distanza dallo stop; prendi un conto da 250.000 che rischia il due per cento.

Domanda. Quanto vale la linea a otto R in denaro, e quanto nell’unità propria di ciascuna metà? Con quale unico fattore ogni distanza del corso passa in ciascuna metà, e con quale fattore fra le due metà? Quante azioni compra la regola di dimensionamento a ciascuna dispersione? E che cosa succede al t di 3,65 della lezione 63?

5. Le stesse sette operazioni in tre unità

La vincente della lezione 63 ha preso sette operazioni sulle sessanta chiusure per un lordo di 10,70 per azione, ha pagato sette giri completi a 0,1230 ciascuno e ha netto 9,84.

Due delle sette sono corse tutte dentro i primi trenta movimenti, quattro tutte dentro gli ultimi ventinove, e una ha attraversato il taglio. Le tre dispersioni sono 1,5443, 2,0446 e 0,7543.

Domanda. Quanto fa in media il record a operazione se prezzi ogni operazione nell’unica R, nella R della metà rumorosa e in quella della metà tranquilla? Quanto vale il conto come quota del lordo in ciascuno di quei tre casi? E quali sono le cifre miste oneste, dove ogni operazione è prezzata nell’unità della finestra che ha attraversato?

6. Quattro libertà su una sola scala

Questo modulo ha nominato quattro cose che il corso non aveva e ha prezzato ciascuna contro qualcosa che aveva già misurato: una regola che può stare corta, una seconda sede per lo stesso strumento, la persona che deve starci dentro per tutto il tempo, e l’unità stessa.

Le quattro cifre sono lo 0,9695 contro 0,2449 a una correlazione di 0,88 della lezione 82, l’edge sul detenere di 4,16 per azione che va a 4,30 della lezione 83, il 43,2 per cento che va a 6,0 a un tasso di base di uno su dieci della lezione 84, e il 2,0446 contro 0,7543 della lezione 85.

Domanda. Trasforma ciascuno dei quattro in un fattore sulla grandezza che la sua stessa lezione ha misurato, ordinali, e poi di’ quali dei quattro costano qualcosa e quali sono gratis.

Le risposte

Ognuna è svolta per intero. Dove una cifra viene da una lezione e non da questa pagina, la lezione è nominata.

1. Che cosa compra un secondo strumento e che cosa compra una gamba corta

Il primo è una media e una divisione. Sei coppie, due a 0,88 e quattro a 0,35, media (2 × 0,88 + 4 × 0,35) ÷ 6 = 0,5267, e quattro posizioni a quella media portano 4 ÷ (1 + 3 × 0,5267) = 1,5504 scommesse. Contro le 1,0638 che portavi su uno strumento fa 1,46 volte, cioè 0,49 di una scommessa per due posizioni in più, due spread in più e due dosi di impatto in più.

La stessa divisione al contrario dà la correlazione incrociata che un obiettivo richiede. Una scommessa e mezzo chiede una media di (4 ÷ 1,5 − 1) ÷ 3 = 0,5556, e siccome due delle sei coppie sono ferme a 0,88, le quattro coppie incrociate devono entrare a (6 × 0,5556 − 1,76) ÷ 4 = 0,3933. Due scommesse piene chiedono 0,0600, e il tetto a una correlazione incrociata esattamente nulla è 2,1277: tutta la distanza fra due scommesse e il meglio che un secondo strumento possa offrire sta in sei centesimi di correlazione.

La gamba corta è l’altra formula sullo stesso 0,35. Entrambe lunghe è la radice di 1,35 ÷ 2 = 0,8216, una corta è la radice di 0,65 ÷ 2 = 0,5701, e il fattore è 1,44. Risolvi il fattore per la correlazione e dieci volte più silenzioso chiede (1 + r) ÷ (1 − r) = 100, cioè r = 0,9802. Le due aritmetiche scendono la stessa colonna in direzioni opposte, ed è tutta la lezione 82: la correlazione che rovina un libro solo lungo è la correlazione di cui è fatto uno spread.

Risposta. 1,5504 scommesse, cioè 1,46 volte le 1,0638 e 0,49 di una scommessa comprata con due posizioni in più; 0,3933 per una scommessa e mezzo; 0,8216 contro 0,5701, un fattore di 1,44; e una correlazione di 0,9802 prima che una gamba corta valga dieci volte.

2. La parte del conto a cui una seconda sede non arriva

Tre addizioni e una divisione per riga.

Parte del giroUn’azionePunti base a 48Quota del contoUna seconda sede?
Spread, due centesimi0,02004,1717,12 %
Slippage, otto punti base per lato0,076816,0065,75 %No
Commissione, un centesimo per lato0,02004,1717,12 %
Il giro intero0,116824,33100 %Un terzo

La parte raggiungibile è 0,0400 di 0,1168, cioè il 34,25 per cento, contro il 16,26 per cento che una seconda sede raggiunge sullo strumento della lezione 83. Uno spread più largo e una commissione più grassa su un’azione più economica rendono qui il secondo conto due volte più utile, e la ragione è aritmetica e non riguarda le sedi: la parte che una sede raggiunge è quella quotata, e quella che non raggiunge è quella che è un ritardo.

Tenere metà di una differenza vuol dire che la differenza vale due giri completi, perché paghi l’entrata da un lato e l’uscita dall’altro: 2 × 0,1168 = 0,2336 per azione, cioè 48,67 punti base. E il ritardo è il numero contro cui tenerlo. Cinque minuti a 32,10 punti base su un prezzo di 48 fanno 0,1541 per azione, cioè 0,1541 ÷ 0,1168 = 1,32 giri completi. Un ordine in ritardo costa qui più di quanto una seconda sede restituisca su un giro intero, e la lezione 83 ha trovato lo stesso ordine sul suo strumento: per questo la serata va sul ritardo e non sulle scartoffie.

Risposta. 0,1168 per azione e 24,33 punti base, con lo slippage che porta il 65,75 per cento, una seconda sede che arriva al 34,25 per cento, una differenza di 0,2336 o 48,67 punti base prima che tu ne tenga metà, e un ritardo di cinque minuti che costa 1,32 giri completi.

3. Cento candidate a un tasso di base che il corso non ha stampato

Quattro vive e novantasei morte. Giudicando una volta, il test accetta 4 × 0,3461 = 1,3844 delle vive e 96 × 0,0505 = 4,8480 delle morte, quindi si accettano 6,23 regole e 1,3844 ÷ 6,2324 = 22,21 per cento di esse sono vere.

Ora sbircia e abbandona. Le morte passano a 0,2425 invece che a 0,0505, quindi 96 × 0,2425 = 23,2800 si infilano; la linea a otto R toglie il 59,5 per cento delle vive, quindi 1,3844 diventa 0,5607. Accetti 23,84 regole di cui il 2,35 per cento è vero. Quasi quattro volte più regole, due quinti di vere e un decimo della probabilità che una qualsiasi sia vera, sulle stesse candidate e sullo stesso mercato.

L’ultima parte è la stessa equazione risolta per il tasso di base. Metà vere vuol dire che passano tante vive quante morte: p × 0,3461 = (1 − p) × 0,0505 dà p = 12,73 per cento, e p × 0,1402 = (1 − p) × 0,2425 dà p = 63,37 per cento. Un test disciplinato arriva al testa o croce quando una candidata su otto è viva. Con due abitudini ordinarie ne servono quasi due su tre, e in una popolazione simile non si è mai trovato nessuno che cercasse una regola.

Risposta. 6,23 regole accettate di cui il 22,21 per cento è vero, contro 23,84 di cui lo è il 2,35 per cento; un rapporto di 9,44; e metà vere a un tasso di base del 12,73 per cento giudicando una volta e del 63,37 per cento con le due abitudini.

4. Ogni distanza del corso, misurata due volte

Una moltiplicazione converte tutto. Otto per 1,5443 fa 12,3544 per azione, e dividendo per la dispersione propria di ciascuna metà si ottiene 12,3544 ÷ 2,0446 = 6,04 e 12,3544 ÷ 0,7543 = 16,38. Sono le stesse due divisioni per ogni distanza del corso, perché il valore in denaro si semplifica: 1,5443 ÷ 2,0446 = 0,7553 e 1,5443 ÷ 0,7543 = 2,0474, quindi il decimo di R della lezione 65 vale 0,0755 e 0,2047 di uno, e gli 0,317 della lezione 64 valgono 0,2394 e 0,6490. Fra le due metà il fattore è 2,0446 ÷ 0,7543 = 2,711.

La regola di dimensionamento è l’unica cosa che si ripara da sola. Il due per cento di 250.000 è 5.000, e 5.000 ÷ 2,0446 = 2.446 azioni contro 5.000 ÷ 0,7543 = 6.629: il rapporto è di nuovo 2,711 e il rischio portato è lo stesso in entrambi i casi. Si ripara solo se rimisuri l’ingresso, che è proprio la cosa che il corso ha fatto una volta e poi speso per ventidue lezioni.

E il t non si muove per niente. Un t è una media su un errore standard e i due stanno nelle stesse unità, quindi un divisore costante si semplifica esattamente: 3,65 in dollari è 3,65 in R e 3,65 nella R di ciascuna delle due metà. Ogni rapporto che il corso ha costruito sopravvive a questa pagina e ogni distanza che ha fissato va misurata di nuovo.

Risposta. 12,3544 per azione, cioè 6,04 della R della metà rumorosa e 16,38 di quella della metà tranquilla; ogni distanza moltiplicata per 0,7553 e 2,0474 e quindi per 2,711 fra le due metà; 2.446 azioni contro 6.629; e il t invariato a 3,65.

5. Le stesse sette operazioni in tre unità

Il record lascia 9,839 netti su sette operazioni, cioè 1,4056 per azione, e ogni unità è una divisione.

Prezzato inL’unitàNetto a operazione, in R
L’unica R1,54430,910
La R della metà rumorosa2,04460,687
La R della metà tranquilla0,75431,863

Il conto non si muove, ed è la metà della pagina che la maggior parte dei lettori si perde. Sette giri completi a 0,1230 fanno 0,861 per azione contro un lordo di 10,70, cioè l’8,05 per cento in qualunque unità tu lo scriva, perché una quota di un lordo è un rapporto e il divisore si semplifica. Solo quando scrivi il conto come 0,557 di una R comincia a muoversi, perché quella è una distanza.

La risposta onesta prezza ogni operazione nella finestra che ha attraversato, e le due cifre si muovono in direzioni opposte. Il record fa in media 1,101 R a operazione invece di 0,910, perché quattro delle sette sono state guadagnate nella metà tranquilla; e il conto sale da 0,557 a 0,852 di una R, un fattore di 1,53, perché quattro delle sette sono state pagate lì. Il t va da 3,65 a 3,68, cioè da nessuna parte. Il verdetto è esattamente sicuro quanto diceva il modulo 8, e ogni numero sotto di esso erano due numeri.

Risposta. 0,910, 0,687 e 1,863 R a operazione; l’8,05 per cento del lordo in tutti e tre i casi, perché è un rapporto; e un misto di 1,101 R a operazione su un conto di 0,852 R, con il t che va da 3,65 a 3,68.

6. Quattro libertà su una sola scala

Una divisione per riga, e finiscono in un ordine che nessuno indovinerebbe da quanto si scrive su ciascuna.

La libertàChe cosa muoveIl fattore
Non cedere a due abitudini43,2 % di regole accettate vere contro 6,0 %7,16
Una regola che può stare cortauna giornata della coppia di 0,9695 contro 0,24493,96
Misurare l’unità due volteuna dispersione di 2,0446 contro 0,75432,71
Una seconda sede per la stessa cosaun edge sul detenere di 4,16 contro 4,301,03

Ora il conto di ciascuna. La gamba corta ha bisogno di un titolo preso in prestito, il che costa una commissione che questo corso non ha mai prezzato e che può essere richiamato, e porta una perdita senza tetto su cui dimensionarsi. La seconda sede ha bisogno di un conto, di una seconda pila di scartoffie e di una differenza misurata che superi i dodici punti base abbastanza spesso da valerne la pena. Sono quelle due a pagarsi, e sono i due fattori più piccoli della lista.

Le altre due non costano proprio nulla. Scrivere l’orizzonte prima della prima operazione, la profondità che starai a sopportare, il numero di impostazioni che hai cercato e il limite di posizioni è una decisione presa una volta invece che una decisione presa ogni volta che guardi, e vale 7,16. Misurare la deviazione standard di una barra su ciascuna metà del tuo record è una riga di aritmetica, ed è la differenza fra una distanza e due distanze che portano un solo nome. Le due libertà più grandi dell’intero modulo sono gratis, ed entrambe sono cose che fai prima che il mercato apra, non cose che compri.

Risposta. 7,16, 3,96, 2,71 e 1,03, e i due più grandi sono i due che non costano nulla.

Che cosa stava verificando questo quiz

Se sai prezzare una libertà prima di prenderla. Ti danno un secondo strumento e ci passi il divisore e trovi che compra mezza scommessa e non due; ti danno una gamba corta e calcoli la varianza di una differenza sulla stessa correlazione e trovi che compra di più, su metà delle posizioni; ti danno un giro completo e lo spezzi nella parte quotata e nella parte che è un ritardo; ti danno un’abitudine e la fai passare due volte per lo stesso test e leggi quanta parte delle regole accettate sopravvive; e ti danno un’unità e la misuri su ciascuna metà del tuo record e dividi, perché una distanza in un’unità che si è mossa sono due distanze che portano un solo nome.

È l’ultima domanda del corso. Il livello professionale ha prezzato un libro, poi la giornata che serve per tenerlo, poi il mestiere che dovrebbe pagarlo, poi le libertà che nulla di tutto ciò aveva, e ogni cifra delle ottantacinque lezioni è uscita da un record abbastanza piccolo da stare in una mano. Quel che ti porti via non è un sistema. È l’abitudine di dividere, di chiedere di che cosa un numero sia il numero, e di misurare la risposta due volte.

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